Category: Servizi

ottobre 10th, 2018 by Editore

Quando in famiglia una persona anziana perde l’autosufficienza, ci sono principalmente due opzioni da prendere in considerazione: ricoverare l’anziano in una casa di riposo oppure lasciarla a casa sua con l’assistenza domiciliare. Meglio mettere a confronto nel dettaglio le due situazioni, per poter capire quale delle due è la migliore.

Lasciare l’anziano a casa sua con l’assistenza domiciliare

Lasciare un anziano a casa con l’intervento della badante a Roma per svolgere le normali operazioni quotidiane ha molto vantaggi. L’unico punto debole di questa situazione riguarda l’orario di assistenza; ovviamente la badante a Roma non può coprire l’intera giornata e si deve pensare a un sistema per coprire le ore restanti, spesso un’altra badante oppure se ne occupano i famigliari.

Mandare l’anziano in una casa di cura

Molti pensano che sia meglio affidare l’anziano a una casa di riposo, dove l’assistenza medica è assicurata 2 ore su 24 grazie alla presenza costante del personale. La terapia farmacologica prescritta dal medico curante vien seguita con attenzione e il personale speso conosce i protocolli medici da seguire. Ogni pastigli viene somministrata dal personale nella quantità e all’ora corretta. Va però tenuto conto che il costo della rsa è spesso molto alto e la pensione non copre tale spesa. In una casa di riposo è vero che ci sono altri anziani con cui socializzare e tante attività proposte ma spesso molte persone sono gravi e le attività proposte occupano solo qualche ora della giornata, lasciando le altre vuote. La noia è davvero tanta e molte volte gli anziani finiscono parcheggiati davanti alla televisione. Anche nelle case di risposo più esclusive esistono questi problemi. Gli anziani in casa di risposo si sentono abbandonati, anche perché le visite dei parenti diminuiscono e di fanno più rare. Inoltre, spesso gli anziani in situazioni di questo tipo si lasciano andare e non fanno nulla per tare meglio. Gli anziani non reagiscono bene ai cambiamenti e fanno mota fatica: lasciare casa e andare alla casa di riposo può esser molto destabilizzante.

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settembre 18th, 2018 by Editore

Molti si chiedono perché gli orologi Rolex sono così prestigioso e riescono a mantenere alto il loro valore nel tempo. Vediamo di capire meglio da dove viene questo grande valore e che tipo di norme ci sono nei negozi che comprano e vendono orologi vintage prestigiosi.

Il grande valore dei Rolex

Ci sono moltissime ragioni che rendono gli orologi Rolex i migliori al mondo. Sono orologi molto belli ce vengono prodotti ancora come una volta. Il brand svizzero è stato fondato nel 1905 ma il marchio viene registrato solo 10 anni dopo. La storia degli orologi Rolex ha dell’incredibile: motel sono infatti le innovazioni tecnologiche che hanno rivoluzionato il mondo degli orologi. In diretta concorrenza con i grandi giapponesi, Rolex ha sviluppato la tecnologia al quarzo e ha lanciato sul mercato i primi orologi con il cronografo interamente impermeabili, resistenti alla pressione così da poter esser indossati anche durante le immersioni. I Rolex sono orologi che anche le star indossano tutti i giorni e ciò ha aumentato il prestigio degli orologi.

Quali sono le norme di sicurezza

Quando si va in un negozio che compra orologi vintage Rolex, e anche altri marchi, ci sono delle regole da rispettare. Vige, infatti, una speciale normativa antiriciclaggio. Lo scopro di queste leggi di evitare il riciclaggio di merce rubata, sia in apparimenti privati che in negozi di gioielli e preziosi. Purtroppo, è capitato in passato che venissero riciclati oggetti rubati proprio ai banchi dei compro oro e Rolex. Ogni nuovo cliente deve fornire un documento di identità valido perché verrà registrato. Anche gli oggetti preziosi vengono catalogati nel caso dovessero essere rintracciarli. Per confermarne la proprietà di un orologio sarebbe meglio portare dei documenti come scontrini fiscali, fatture di vendita, volontà ereditarie e simili, anche se ovviamente non sempre è possibile. Un buon negozio presta sempre aiuto e collaborazione con le forze dell’ordine in caso di necessità.

Per saperne subito di più, clicca qui www.comprorolexroma.eu

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maggio 31st, 2018 by amministratore

Cos’è D.I.A

La D.I.A ovvero la Dichiarazione di Inizio Attività è un atto amministrativo, introdotto per rendere più snelle le pratiche burocratiche necessarie prima di cominciare alcuni tipi di lavori all’interno di un immobile.

In effetti questa procedura consiste in un’auto dichiarazione, che il committente dei lavori presenta all’ente preposto, unitamente al nominativo della ditta esecutrice ed ad una relazione asseverata redatta da un tecnico abilitato, quale può essere un geometra, un architetto o un ingegnere, in relazione al tipo di lavori che intende fare.

Oggi molte delle opere di manutenzione sia ordinaria che straordinaria si avvalgono della S.C.I.A o del C.I.L, la D.I.A viene usata solo quando l’opera stessa è soggetta a vincoli paesaggistici e culturali o quando si presume che in seguito ai lavori venga cambiata la volumetria o la sagoma dell’intera struttura.

In pratica questa procedura è indispensabile se gli interventi vanno a cambiare i volumi, le sagome, la categoria edilizia o se modificano la destinazione d’uso.

La denuncia viene presentata presso lo Sportello Unico per l’edilizia del comune competente, trascorsi 30 giorni si può dare l’avvio ai lavori, che si devono completare nell’arco dei 3 anni successivi a quello d’inizio.

Nel caso si realizzano le opere senza l’autorizzazione, si incorre nell’abuso edilizio per il quale è richiesto l’accertamento di conformità, per il quale sono previste sanzioni.

Per approfondimenti vi rimandiamo il sito della iRebuilding SRLS immobili Abruzzo, società specializzata in pratiche edilizie nelle province di Pescara e Chieti: SCIA, sanatorie, permesso di costruire, certificato di agibilità, ristrutturazione Pescara, ristrutturazione Chieti, accatastamenti, attestazione prestazione energetica.

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maggio 29th, 2018 by Editore

Se stai per traslocare allora hai di sicuro necessità di avere degli scatoloni di cartone tripla onda per poter imballare con cura tutte le cose che devi portare via verso la nuova abitazione. Ecco per te 3 idee e soluzioni che ti permettono di avere degli scatoloni a costo zero per organizzare la fase dell’imballaggio al meglio.

Se vai al supermercato…

Il primo sistema per avere degli scatoloni per il trasloco è quello dia andare al supermercato come di consueto e cercare nella zona delle casse degli scatoloni. Tutta la merce sugli scaffali viene inviata con degli scatoloni perciò ogni supermercato ne butta via in grandissime quantità. Di frequente capita di trovare delle scatole verso le casse per riporre i tuoi acuisti e se no dovesse esser così ti basterà chiedere a un commesso che ti potrà fornire di tuti gli scatoloni che ti servono.

Se ordini della merce online…

Se hai l’abitudine di ordinare della merce online, allora fai attenzione poiché in previsione del tuo trasloco ti servono parecchi scatoloni. Ogni volta che il corriere arriva con la merce che hai comprato online sui siti di e-commerce conserva al scatola se ce fosse una. Le scatole delle consegne sono perfette perché sono di dimensioni ridotte; se usi scatole di cartone troppo grandi avrai dei problemi perché diventano troppo pensati da alzare e ingombranti per le operazioni di trasporto verso la casa nuova.

Se conosci un negoziante…

Infine, esiste anche un altro sistema per avere scatoloni per il tuo trasloco senza dover spendere nulla. Vai dai un tuo commerciante di conoscenza, quello del negozio che frequenti di solito per i tuoi acuisti. Anche lui come il supermercato riceve la merce in scatoloni e perciò è sufficiente chiedergli se per favore te en teine da parte qualcuno per organizzare il tuo trasloco così avrai i contenitori prefetti per riporre con cura tute le tue cose da portare in casa nuova.

Per avere ulteriori dettagli: www.preventivitraslochiroma.it

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maggio 28th, 2018 by Editore

La formula del noleggio auto a lungo termine sta riscuotendo un enorme successo, tanto da essere diventata ormai la scelta numero uno anche per i privati. Noleggiare un’auto a lungo termine era sempre stata prerogativa delle imprese o dei professionisti con partita IVA, anche grazie ai benefici e alle agevolazioni fiscali di cui possono godere. Oggi però le cose stanno cambiando e anche i privati sembrano indirizzarsi sempre di più verso queste soluzioni, consapevoli che un veicolo di proprietà può diventare spesso molto costoso da mantenere. Sono diversi i vantaggi del noleggio a lungo termine e, a conti fatti, scegliendo questa opzione è possibile risparmiare notevolmente.

Il boom del noleggio auto nel 2017

I dati parlano chiaro: secondo una recente statistica elaborata da Aniasa, negli ultimi anni il mercato automobilistico ha assistito ad un vero e proprio boom del noleggio. Sempre più persone, tra professionisti, imprese e privati, scelgono questa formula che sta riscuotendo un grandissimo successo proprio perché particolarmente conveniente. Il noleggio a lungo termine può essere una soluzione perfetta per i neopatentati, che altrimenti si vedrebbero spesso costretti ad acquistare un nuova auto per risultare in regola con il nuovo Codice della Strada. Risulta conveniente però anche in molti altri casi, perché noleggiando un’auto non bisogna più preoccuparsi di tutte quelle spese ordinarie e straordinarie che bisogna sostenere se si ha un veicolo di proprietà.

È per questo motivo che recentemente si è assistito ad un vero e proprio boom: negli ultimi 4 anni il mercato dell’autonoleggio è stato in costante aumento. Un anno da record è stato soprattutto il 2017, che ha visto ben 433.000 mezzi registrati, con un incremento del 18,2% rispetto al 2016. Le previsioni per il futuro non possono che confermare questo trend positivo: la formula del noleggio a lungo termine specialmente sembra convincere molto non solo le imprese. Inizia a farsi strada anche tra i privati l’idea che noleggiare un’auto anziché acquistarne una di proprietà sia effettivamente più conveniente.

Il noleggio a lungo termine ai privati: la formula senza anticipo piace sempre di più

Un altro ramo in crescita è quello del noleggio a lungo termine senza anticipo (esempio offerte Finrent: https://www.finrent.it/noleggio-lungo-termine-senza-anticipo/), che permette di noleggiare un’auto senza versare alcuna somma anticipata al canone mensile. Si tratta di una formula che ha riscosso particolare successo soprattutto tra i privati, che spesso optano per il noleggio a lungo termine proprio per evitare di sostenere costi eccessivi. Grazie a quest’opzione è possibile ottenere un’automobile pronta da utilizzare senza essere costretti ad aprire finanziamenti o a chiedere prestiti alla banca. Quando non si ha liquidità, il noleggio a lungo termine senza anticipo risulta la soluzione migliore sotto tutti i punti di vista: niente somme ingenti da versare subito e tanti vantaggi per guidare in libertà e senza problemi!

Se quindi il mercato dell’autonoleggio ha conosciuto un rapidissimo sviluppo negli ultimi anni, nel prossimo futuro non possiamo che attenderci un’ulteriore crescita. Stando poi al trend del momento, con ogni probabilità aumenteranno anche i privati che sceglieranno di noleggiare un’auto a lungo termine. Il futuro del mercato automobilistico potrebbe proprio essere questo.

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maggio 22nd, 2018 by Editore

Sono orami in grade aumento le richieste per corsi di lingua in Giappone, che sta velocemente diventando sempre più importante non solo nel panorama economico ma piuttosto anche in quello culturale. Ci sono moltissime multinazionali sul e mercato globale che hanno sede in Giappone e l’intero consiglio amministrativo è giapponese perciò per gli affari è fondamentale conoscere la lingua. Oggi però parla giapponese anche il cibo, la cultura, il design e molto altro ancora. Un corso di lingua in Giappone o addirittura un percorso di studi in Giappone possono aprire porte importanti per il tuo futuro.

Come si impara una lingua straniera

Pe poter imparare e apprendere al meglio una lingua straniera, che si tratti di giapponese ma vale lo stesso per l’inglese ad esempio, il metodo migliore è quello della full immersion. Con questo termine si intende indicare un periodo di permanenza all’estero per poter imparare velocemente la lingua sentendola 24 ore su 24. Si tratta di un’esperienza molto più pregnante rispetto al semplice corso di lingua in patria che lascia il tempo che trova. Un corso di lingua all’estero è no stop perché si è continuamente circondati da persone che parlano solo quella lingua e quindi tu sei obbligato a usare la lingua per esprimerti e farti capire. Il metodo full immersion è ciò che ti serve per incrementarle la tua conoscenza della lingua giapponese. Se hai in previsione di sostenere deghi esami di lingua che certifichino il tuo livello di conoscenza della lingua, non appena rientri dal Giappone è il momento ideale per sostenerlo e passarlo. Anche un traduttore Giappone deve avere fatto un periodo di permanenza all’estero per perfezionare la lingua e assimilare un po’ di background culturale che permette di esprimersi in modo autentico con idiomi, frasi fatte, verbi frasali e detti corretti.

Quali sono i documenti da presentare per l’ammissione a un corso all’estero

La documentazione che devi presentare per un corso di lingua che si tiene all’estero dipende dalle richieste dell’ente che lo organizza. In genere, ti possono essere richiesti titoli di studio, pagelle, valutazioni e relazioni che hai ricevuto nel corso della tua carriera scolastica. In base al livello di importanza del corso, la documentazione che dovrai presentare alla commissione sarà più o meno dettagliata. Data l’abissale differenza che c’è tra italiano e giapponese, tutti i documenti dovranno essere redatti in ambedue le lingue. Un traduttore Giappone esperto e professionale è quello in grado di presentare una documentazione completa per l’ammissione ai corsi di lingua che si tengono in Giappone. Non solo corsi di lingua, ma l’opera di un valido traduttore è quello che ti serve anche se hai intenzione di frequentare la scuola nel paese del sol levante e intraprendere perciò un corso di studi in Giappone. Se vuoi far domanda per esser ammesso come studente estero in Giappone, allora ti serve avere al tuo fianco un valido professionista delle traduzioni che possa interpretare le richieste e dare le dovute risposte alla commissione che giudica la tua domanda di ammissione.

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maggio 9th, 2018 by Editore

Ci sono diversi modi per spostarsi in città ed eccone 3 esaminati per vedere quali sono i pro e i contro.

Chiamare un taxi

Uno dei metodi più usati per spostarsi in città è di sicuro il taxi; un’automobile con a brodo un autista che conduce dove si vuole. Il funzionamento è piuttosto semplice: si paga in base alla lunghezza del percorso. Mano a mano che si procede con la corsa, il tassametro gira e indica quanto si deve pagare. È un sistema che però ha dei punti deboli, iniziando dall’automobile che spesso è scomoda e sporca. Inoltre, è difficile sapere prima qual è l’ammontare della corsa perché ci sono moltissimi fattori che incidono, tra cui anche la scorrettezza di alcuni tassisti che fano appositamente percorsi più lunghi per spillare più soldi al povero passeggero. Esiste anche il rischio di arrivare tardi ad appuntamenti etc.

Prendere un mezzo pubblico

I mezzi pubblici come tram, bus e metro sono un’alternativa utilizzata ogni giorno da moltissime persone, le quali però sono piuttosto scandente. I mezzi pubblici potrebbero potenzialmente esser una buona soluzione permuoversi in città ma sono mezzi vecchi, senza manutenzione che arrivano sempre in ritardo o peggio non arrivano per nulla. Da mettere in conto ci sono anche i frequenti scioperi che rendono un vero inferno attraversare la città.  I malumori tra i pendolari che ogni giorno prendo i mezzi sono all’rodine del giorno e si capisce bene il perché. I recenti fatti di cronaca raccontano anche di mezzi che prendono fuoco per via di mancati controlli.

Prenotare un ncc

La soluzione numero uno per muoversi in città è il noleggio con conducente che mette a disposizione un’automobile delle migliori case alla cui guida si trova un valido professionista che è in grado di dare il massimo. Prerogative del servizio sono il confort e il rispetto degli orari così non si rischia di arrivare tardi. Non si paga in base al percorso ma la tariffa è fissa così non ci sono brutte sorprese.

Pe prendere subito un appuntamento: www.ncc-roma.cloud

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aprile 19th, 2018 by Editore

Perché una crema viso possa essere considerata una buona soluzione antiage deve per forza promuovere dei benefici e far ottenere dei risultati già dopo le prime applicazioni. Quello che le pelli che stanno invecchiando richiedono è la diminuzione dei segni del tempo e la cessazione della fastidiosa pelle cadente. Il colorito del viso deve tornare ad essere luminosa e roseo grazie anche la protezione dagli agenti esterni.

L’attenuazione delle rughe

La produzione di collagene sta alla base del processo che aiuta ad attenuare una volta per tutte le rughe, questi solchi che appaiono con l’avanzare dell’età in punti come i lati della bocca, la fronte e anche il contorno degli occhi. LeJeune è la crema antiage fonte della giovinezza perché grazie agli ingredienti scelti per la sua formulazione è in grado di stimolare la produzione di collagene, una sostanza che è in grado di tendere la pelle e renderla elastica. Le rughe vengono finalmente ridotte già dalle prime applicazioni e i risultati non tardano ad arrivare. Il ringiovanimento della pelle del viso è uno dei principali effetti di questa formulazione che si assorbe in un attimo e riesce a raggiungere gli strati sottostanti del derma che vengono nutriti e ringiovanimento. La scelta degli ingredienti si è focalizzata su quelli più ricchi e preziosi che possano contrastare i radicali liberi, cioè i maggiori responsabili dell’invecchiamento precoce della pelle.

Un incarnato più roseo

Con il progredire degli anni, la pelle perde il suo bel tono di rosa e diventa invece più grigia e spenta. Questa non è solo dovuto all’invecchiamento cutaneo che rallenta la rigenerazione cellulare ma anche agli agenti esterni che aggrediscono la pelle, facendola sembrare meno luminosa. Alla base di un aspetto giovane e radioso c’è una pelle dall’aspetto sano e roseo che si ottiene solo scegliendo una validissima crema anti age come LeJeune che ha studiato una formula con pigmenti di rosa poter proteggere la pelle dalle aggressioni esterne degli agenti atmosferici ma soprattutto dello smog. Le particelle di gas dannosi presenti nell’aria rendono la pelle spenta e allora sono stati introdotti degli ingredienti capaci di formare una sottile pellicola protettiva che tiene lontane le particelle che ingrigiscono.

Lo stop al cedimento cutaneo

Uno degli effetti negativi del tempo sulla pelle del viso è il cedimento; la pelle che perde elasticità tende a cadere verso il basso e gli effetti sono maggiori sugli zigomi, sulle guance ma anche sul mento e sul collo. Per evitare questo antiestetico effetto la pelle deve essere ridensificata grazie a ingredienti ricchi di vitamine. Gli acidi della frutta sono alla base dello stop al cedimento cutaneo assieme anche alla cera d’api che è un segreto per l’eterna giovinezza. I volumi dell’ovale ma anche del collo del mento vengono ristabiliti già dalle prime applicazioni e i risultati sono visibili dopo alcune settimane dall’inizio del trattamento. Il collo è di nuovo teso e gli zigomi sono riempiti come prima.

Per conoscere altri benefici effetti, clicca qui cremaantirughetop.it

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marzo 13th, 2018 by Editore

Contro malfunzionamenti degli scarichi, cattivi odori che provengono dal bagno o dalla cucina esiste una sola soluzione e sono servizi come quelli offerti su www.autospurgo-roma.info. Se chiamare un autospurgo, soprattutto in una grande città come Roma, può sembrare però qualcosa a metà tra un’impresa epica e una tragedia, quelli che seguono sono una serie di consigli che permettono di affrontare il tutto con tranquillità, nella maniera più veloce e, perché no, risparmiando sul costo finale del servizio.

 

Quello che c’è da sapere prima di chiamare un autospurgo a Roma

  • Identificare il problema e agire con tempestività è in questo senso il primo, indispensabile, passo. I cattivi odori che provengono dalle tubature, la lentezza con cui si svuotano lavandini e docce non sono mai buoni segni e, se si dovessero verificare in casa propria, l’idea migliore sarebbe rivolgersi immediatamente a un professionista. Chiamare un autospurgo, del resto, serve a mantenere liberi e puliti i propri scarichi, per questo sarebbe addirittura consigliabile programmare periodicamente un intervento di routine, piuttosto che rivolgervisi soltanto in caso di emergenza.
  • Scegliere il servizio che meglio soddisfa le proprie esigenze è il passo immediatamente successivo. Sbaglia, infatti, chi crede che un autospurgo vale l’altro e per una serie di ragioni diverse. Non tutti hanno la stessa professionalità e la stessa esperienza innanzitutto, esattamente come non tutti lavorano con macchinari moderni e all’avanguardia o assicurano un servizio davvero completo (di pulizia e collaudo dopo l’intervento, per esempio). Ci sono realtà come autospurgo-roma.info, poi, che uniscono efficacia delle soluzioni a flessibilità dell’intervento, perché permettono di consultare direttamente online le fasce giornaliere e orarie di disponibilità per esempio.
  • Risparmiare ma con un occhio alla qualità, infine. L’intervento di un autospurgo, a Roma come in qualsiasi città d’Italia, può non essere economico. Si può provare ad approfittare di sconti e offerte speciali – ce ne sono, ancora, di pensate appositamente per chi cerca servizi come questi in Rete. Guai, però, a lesinare sulla spesa: ci si potrebbe ritrovare nella condizione, indesiderabile, di dover richiamare uno spurgo pochissimo tempo dopo il primo intervento.

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settembre 3rd, 2017 by Editore

Le nuove regole sul preventivo avvocato obbligatorio introdotte dalla Legge sulla Concorrenza (Legge 4 agosto 2017, n. 124) a partire dal 29 agosto scorso, cambiano la disciplina su un aspetto cruciale del rapporto cliente-studio legale. Vediamo più da vicino che cosa è cambiato nello specifico per poi analizzare anche la portata della novità in materia di preventivi legali (e non solo in realtà perché le regole riguardano più in generale tutti i professionisti).

Il preventivo avvocato diventa obbligatorio

Il preventivo dell’avvocato dovrà essere scritto (o digitale) e non è più una mera possibilità ma diventa un obbligo per i professionisti. Lo scopo, come si può intuire, è quello di evitare spese legali impreviste o superiori alle aspettative in un’ottica di massima trasparenza. Il preventivo scritto servirà dunque a mettere neo su bianco tutti i costi dell’avvocato, distinguendo le voci di spesa in prestazione di assistenza vera e propria e oneri, tasse etc. In questo modo il cliente ha un quadro esatto della spesa per l’assistenza legale e saprà anche meglio comprendere quanto effettivamente rientri nell’onorario dell’avvocato e quanto invece sia un extra che serve a coprire altri costi.

Consulenza legale: il preventivo a voce non basta più

Con la Legge di Riforma forense quindi si introduce l’invalidità di preventivi legali verbali. La previsione delle spese dovrà essere presentata per iscritto ad inizio mandato e, sulla base del preventivo, il cliente avrà la possibilità di procedere oppure no scegliendo lo studio legale che propone le condizioni economiche migliori (oppure decidendo di spendere di più per una maggiore esperienza o professionalità ma in ogni caso sempre consapevolmente e con cognizione di causa avendo gli strumenti per decidere e mettere a confronto più preventivi).

Anche prima della legge in analisi la richiesta di preventivo all’avvocato poteva sicuramente essere fatta ad inizio consulenza ma, il più delle volte, veniva chiarito che si trattava di una previsione di massima, volta a fornire indicazioni al cliente ma suscettibile di aggiornamenti in caso di spese extra sopravvenute. E soprattutto era un modus operandi facoltativo e rimesso alla discrezionalità delle parti, sebbene molto frequente e consigliato, e non era sottoposto a requisiti di forma di alcun tipo (ben potendo essere anche verbale quindi).

Con la riforma viene richiesto ai professionisti uno sforzo di stima del lavoro che tenga conto anche di tali variabili già dall’inizio.

Il cliente inoltre, prevede ancora la normativa, deve essere messo al corrente del grado di complessità dell’incarico e della polizza assicurativa in caso di danni in fase processuale.

<h2>Consulenza legale senza preventivo: cosa cambia con la riforma</h2>

Ma cosa succede se l’avvocato non presenta il preventivo scritto ad inizio mandato? Nel silenzio del legislatore per il momento si ipotizza solo un illecito disciplinare. Il cliente quindi non può considerarsi esente dal pagamento della consulenza legale solo perché non ha firmato il preventivo dell’avvocato prima.

Dall’analisi appena fatta si comprende quindi quale sia la portata della riforma forense in merito al preventivo legale scritto e obbligatorio e anche quale sia la ratio sottesa alla disposizione che impone la stima dei costi scritta nonché le perplessità e i nodi che restano da sciogliere e da chiarire a breve.

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