Banche. La riforma che vogliamo

venerdì, 24 febbraio 2012 20:47 in In parole povere, Rubriche

di Paolo Cacciari

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Siamo invasi di pubblicità di banche e operatori finanziari di ogni tipo che ci offrono rendimenti “cinesi” del 4, 5 e oltre per cento sui denari che, avendone, gli potremmo affidiare. Domandiamoci come ciò sia possibile, dove stia l’inganno di una promessa così allettante in una economia che “cresce”, quando va bene, in Europa, meno dell’uno per cento. Quale riedizione del miracolo della moltiplicazioni dei pani e dei pesci avviene nel segreto delle banche?

Ora, le spiegazioni che mi so dare – da “non tecnico” – sono solo due. Una riguarda le medie di Trilussa; è vero che siamo in recessione, ma “in media”. Moltissimi lavorano in perdita (guadagnano meno del valore di quanto producono), ma c’è chi (i pochi a cui avanzano soldi da poter investire in prodotti finanziari) incassa bellamente rendite di tutto rispetto. Insomma, un passaggio di ricchezza dai redditi da lavoro alle rendite finanziarie. Leggi il resto di questa voce →

Dimagrire

giovedì, 23 febbraio 2012 15:55 in In parole povere, Rubriche

di Paolo Cacciari

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Questa immagine è tratta dal sito: http://blog.plan-deutschland.de/wp-content/uploads/2008/04/benin-tempo.jpg

Oggi spacchiamo i cuori.

Nell’introduzione all’edizione italiana di un libretto che riassume meglio che non si può l’idea della decrescita (Serge Latouche e Didier Harpagès, Le temps de la décroissance, ora anche: Il tempo della decrescita, Elèutera, 2011, 10 euro) Marco Aime, che è un antropologo, racconta il suo imbarazzo quando in un piccolo villaggio del nord del Benin, parlando con alcuni uomini del posto, gli fu posta all’improvviso la seguente domanda: “Ma è vero che da voi si paga per dimagrire?”.

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<!–:it–>Tutti spazzini!<!–:–><!–:en–>Everybody is a street sweeper!<!–:–>

giovedì, 17 novembre 2011 14:46 in In parole povere

  Serve un po’ di educazione ambientale. La migliore la si fa in casa attraverso il grande gioco della raccolta differenziata. I rifiuti in natura non esistono, non possono esistere. Se nulla si crea e nulla si distrugge, vuol dire che tutto si trasforma. I rifiuti sono solo oggetti e alimenti “rifiutati”, che non vogliamo o possiamo più utilizzare, ma la loro essenza materiale non smette di esistere. Waste, in inglese, sembra derivi da vastus ed ha la stessa etimologia di devastarei.

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<!–:it–>Quanto pesi?<!–:–><!–:en–>How much do you weigh?<!–:–>

giovedì, 17 novembre 2011 14:33 in In parole povere

 «Quanto pesi? Quaranta chili ». « Nudo. Ma vestito?".  «Te lo dico io: ottanta » .«Ma non è vero! »

E invece sì. I miei amici del Wuppertal Istitute1 – che sono molto meticolosi e precisi - hanno calcolato che per fare un paio di jeans servono almeno 30 kg di materie prime tra cotone, petrolio, coloranti, ecc. Per fare un paio di scarpe da ginnastica di chili ne servono quattro. Se poi ci metti anche il telefonino da cui non ti stacchi mai devi aggiungere 25 kg, la bicicletta 400 kg, il computer qualche tonnellata. Si chiama “zaino ecologico”, non lo vediamo, ma ce lo portiamo sulle spalle; contiene i “pezzi” di natura che vengono impiegati per fabbricare le cose che usiamo. Leggi il resto di questa voce →

<!–:it–>La pipì di Leonardo da Vinci<!–:–><!–:en–>Leonardo da Vinci's pee<!–:–>

martedì, 27 settembre 2011 17:36 in In parole povere

Carissimi ragazzi, iniziamo da una storia istruttiva, per me – che a scuola non capivo nulla di chimica – illuminante. C’è un rinomato biologo (Lewis Walpert) che ha calcolato che ci sono buone probabilità che almeno una delle molecole d’acqua contenute in un bicchiere sia transitata dalla vescica di Leonardo Da Vinci. Poiché ci sono molte più molecole di H2O in un bicchiere d’acqua (334 per 10 alla 23 = 33,4 milioni di miliardi di miliardi) che bicchieri d’acqua sulla Terra (1,3 per 10 alla 21 di litri di H2O).

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