<!–:it–>La pipì di Leonardo da Vinci<!–:–><!–:en–>Leonardo da Vinci's pee<!–:–>
martedì, 27 settembre 2011 17:36 in In parole povere
Carissimi ragazzi, iniziamo da una storia istruttiva, per me – che a scuola non capivo nulla di chimica – illuminante. C’è un rinomato biologo (Lewis Walpert) che ha calcolato che ci sono buone probabilità che almeno una delle molecole d’acqua contenute in un bicchiere sia transitata dalla vescica di Leonardo Da Vinci. Poiché ci sono molte più molecole di H2O in un bicchiere d’acqua (334 per 10 alla 23 = 33,4 milioni di miliardi di miliardi) che bicchieri d’acqua sulla Terra (1,3 per 10 alla 21 di litri di H2O).
Così racconta lo scienziato: “Le molecole d’acqua che ai tempi di Leonardo componevano gli oceani evaporando nelle nubi, precipitando come pioggia, formavano i fiumi e tenevano in vita esseri umani, animali e piante, sono le stesse molecole che compiono oggi lo stesso meraviglioso lavoro”. Insomma: “Le molecole uscite dal rubinetto sono passate almeno una volta dal Danubio, dal Mississippi e dal Me Kong. Hanno fatto parte di un albero, di un fiore, di un chicco d’uva. Hanno trasformato la chimica in biolo
gia, hanno reso possibile almeno un’emozione, un’idea, un’intuizione”[1]. Il nostro amico Gianni Tamino, altro biologo, mi dice che non solo l’acqua, ma qualsiasi altro atomo di materia è in circolazione dalla notte dei tempi e che, con buona probabilità, qualche molecola di carbonio che abbiamo nel nostro corpo aveva abitato anche nel corpo di un dinosauro, prima che il genere umano facesse la sua comparsa sulla Terra. Insomma, gli elementi basici materiali sono sempre quelli: definiti e limitati. Morale: è bene tenerne conto e tenerli da conto.
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